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Giuanin. L’uomo che scappava verso se stesso

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A metà tra il romanzo picaresco e il trattato esoterico, storia vera di fatti che forse faticherete a credere, Giuanin avvince e commuove, fa riflettere e agghiaccia, portandoci a filo sul limite tra il noto e l’ignoto, la luce e l’oscurità che è la vita di ognuno di noi.

Le illustrazioni dell’autore sono una sorta di guida alla lettura simbologica della storia, che è, da un certo punto di vista, un percorso iniziatico alla scoperta del proprio io “superiore” attraverso l’esplorazione simbolica della malattia mentale.

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Descrizione

Sinossi: Giuanin è un racconto di un viaggiatore per i viaggiatori; è una storia vera, di un’amicizia vera, di un madonnaroche scappa dal mondo dei committenti e delle gallerie per andare a dipingere in mezzo ai pazzi del manicomio di Collegno, appena “aperto” dalla legge Basaglia, addentrandosi nel loro universo sconcertante e condividendo, per tre mesi, il pane e l’arte, sullo sfondo dell’Italia di inizi anni ‘80.

Non vi sono matti nel manicomio di Collegno, vi sono persone con una propria soluzione alla vita, la cui diversità è riconducibile unicamente alla reclusione cui sono stati costretti. Giuanin, Vittorio e gli altri che vivono a Collegno sono persone sole, disabituate dall’isolamento all’espressione di sé. L’arte, tanto la pittura quanto il lavoro di madonnaro, costituisce il mezzo espressivo per chi non ha parole per comunicare. Attraverso linee di colore, raffigurazioni di animali o paesaggi, gli inquilini di Collegno vedono aprirsi le mura che li avevano ospitati per lunghi anni, e grazie alla loro amicizia, Pasquale, viaggiatore, artista di strada, ricercatore segnico dell’occulto, e Giuanin, che ha vissuto in manicomio la maggior parte della sua vita e schizza via come un razzo non appena gli si rivolge la parola, scopriranno qualcosa che sconvolgerà le loro vite e li unirà per sempre.

Ma l’arrivo di Pasquale non è alcunché di salvifico: non si tratta di salvare i matti, ma di restituire loro quella umanità reale che solo la dimensione del viaggiatore, l’esperienza del contatto con diverse persone a prescindere dalla costrizione dell’interesse, può trasmettere.

A metà tra il romanzo picaresco e il trattato esoterico, storia vera di fatti che forse faticherete a credere, Giuanin avvince e commuove, fa riflettere e agghiaccia, portandoci a filo sul limite tra il noto e l’ignoto, la luce e l’oscurità che è la vita di ognuno di noi.

Le illustrazioni dell’autore sono una sorta di guida alla lettura simbologica della storia, che è, da un certo punto di vista, un percorso iniziatico alla scoperta del proprio io “superiore” attraverso l’esplorazione simbolica della malattia mentale.

L’autore: Pasquale Vitale vive a Cava de’ Tirreni (SA). Collabora con la Cooperativa Sociale “La Fenice”, supervisionando il laboratorio di espressione creativa del segno e del colore. Pittore esoterico e “madonnaro” alchimista da cinquant’anni, ha dedicato la sua vita alla ricerca dell’essenziale spirituale delle cose e, attraverso l’arte, a indagare sulla mente umana. Dopo aver lasciato gli studi in giovane età, ha inventato il “laboratorio sperimentale del segno e del colore sul disagio psichico” nel manicomio di Collegno degli anni Ottanta, lo stesso laboratorio portato avanti, ad oggi, con La Fenice e Bagarì Edizioni.

Autore: Pasquale Vitale

Illustratore: illustrato dall’autore

Luogo e anno di edizione: Napoli, 2019

Collana: Le Api. Scrittori contemporanei, 1

Genere: narrativa

Numero pagine: 98

Rilegatura: brossatura

Specifiche tipografiche: 11x15cm, copertina flessibile

Prezzo cartaceo: 8,60

ISBN: 978-88-944272-1-9

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