Chi siamo

Bagarì è un progetto di sperimentazione editoriale che nasce a Napoli nel gennaio 2019

“La somma filicità sarà somma cagione della infilicità, e la perfezione della sapienza cagion della stoltizia”

Leonardo da Vinci

Allo stato della nostra evolutissima cultura contemporanea – così ben descritto più di cinquecento anni fa – noi opponiamo la bagaria. Cos’è? Una parola della parlesia napoletana e indica uno spettacolo non preparato, estemporaneo, che a volte può avere esiti disastrosi, ma che unisce tutte le forme espressive senza pregiudizi, con lo scopo di creare un linguaggio nuovo, più aderente alla vita, più conforme all’armonia che lega tutti gli esseri viventi.

Il gruppo editoriale Bagarì nasce nel gennaio 2019 – ma affonda le sue radici nel giugno del 2012 – da un’idea poetica che era allo stesso tempo un’istanza sociale incalzante nelle vite di noi, acerbi scrittori, illustratori, grafici editoriali e pubblicitari, ricercatori in campo filosofico e filologico, artigiani rilegatori e stampatori.

Il fine ultimo, e primario al contempo, era la realizzazione di una società editrice autogestita che creasse prodotti editoriali capaci in qualche maniera, ampliando gli stimoli cognitivi del lettore, di seminare negli individui la curiosità, coltivare il senso critico, dargli spunti per emanciparsi – creandosi da soli un lavoro secondo principi di progresso sociale e culturale, di ambientalismo e spiritualità e non solo quello dell’accumulazione indiscriminata – dalla barbarie della società del lavoro precario e i consumi a tempo indeterminato, dei cervelli che fuggono e i criminali che restano. Una produzione che sostenesse economicamente i giovani professionisti precari napoletani fornendogli contratti vantaggiosi e libertà espressiva, che desse a chi ancora studiava gli strumenti per comprendere davvero il mondo del lavoro culturale – grosso gap formativo delle istituzioni universitarie – e un sostegno alla formazione. Il gruppo editoriale Bagarì è nato come collettivo artistico e politico che poneva in essere la discussione delle dinamiche socio-politiche generatrici del precariato e metteva in atto una forma associativa e lavorativa fondata su principi del tutto nuovi, umanistici, organizzando un sistema autogestito di

● tutela degli artisti sul piano espressivo, contrattuale (anche nei confronti di soggetti esterni al collettivo), economico;

● produzione editoriale non a scopo di lucro (le donazioni ricevute erano a loro volta donate dal collettivo ai realizzatori dei prodotti);

● organizzazione di workshop, laboratori, conferenze, cicli formativi, tutti gratuiti;

● allestimento di mostre, spettacoli, presentazioni, momenti ludici, legati all’uscita dei nostri prodotti.

Il gruppo editoriale Bagarì è stato fondato sul principio dell’interazione creativa ed economica tra gli artisti per garantire tutela sui contratti e un lavoro retribuito, per evitare a giovani napoletani di farsi sfruttare e annichilire sul piano creativo dalla profonda crisi del mercato del lavoro, per portare avanti un’editoria di elevato livello culturale e grande attrattiva di consumo, poiché l’oggetto libro è presentato e distribuito nel quadro di progetti di azione sul territorio – laboratori, officine di produzione, mostre, conferenze, dibattiti, collaborazione con istituzioni, enti e associazioni – mirati a liberare le giovani generazioni dalla frustrazione e l’oppressione del far parte di un paese satellite come l’Italia, finalizzati alla messa in atto di una forma di mercato alternativa.

L’editoria è in crisi anche per il trend diffuso di imbastire la strategia di marketing “appoggiandosi” su altri settori il cui bacino d’utenza è più nutrito come il cinema, i videogames e il web entertainment, servendosi di quei software e servizi google attraverso i quali il lettore è spiato e assecondato dall’offerta editoriale nei suoi impulsi edonistici.

L’editoria che vogliamo fare noi vuole assumersi di nuovo il ruolo del diffondere idee di progresso culturale e sociale, di tenere aggiornata la società sulle avanguardie della ricerca mondiale, di fornire alla società democratica gli strumenti perché ci siano sempre opinioni divergenti dalla cultura dominante: quell’indipendenza e intraprendenza, quella temerarietà del rischiare su un autore per ragioni che non siano di marketing, quell’editoria, insomma, che il sistema delle governance e il mercato globalizzato hanno smantellato. Se è vero che la crisi della carta stampata è un dato di fatto, è anche vero che essa ha i suoi autori e i suoi beneficiari: i primi sono i grandi gruppi editoriali i quali, salvo piccole isole felici, si limitano a concepire la propria produzione come materiale di consumo immediato e non come tassello di un percorso critico – e aperto al contributo del lettore – su questioni e tematiche ‘cardine’ dell’identità della casa editrice, che deve inserire le proprie pubblicazioni in un panorama di attività ampio e variegato, dalla creazione – attraverso workshop, laboratori di quartiere, mostre, spettacoli, occasioni ludiche e didattiche – di una comunità interessata ad approfondire il percorso identitario dell’editore e contribuirvi.

Il nostro progetto non può dunque fermarsi ad un solo settore della cultura, Bagarì non vuole costruire la propria identità su un preciso genere letterario, su una precisa area culturale o su un solo settore tematico. La nostra identità ha una vocazione universale per genere, area, settore, ma un unico principio, la sperimentazione. Chi compra un libro di Bagarì entra in una dimensione nuova, inaspettata, già dallo stile grafico e l’impostazione dei contenuti.