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“ADESSO A ROMA PIOVE”: DALLA TRANQUILLA CITTADINA DI POLA AL CAOS DELLA METROPOLI

Una scena del romanzo illustrata da Alberto Cosenza

Quanto è difficile, per chiunque di noi, passare dalla tranquilla cittadina di periferia alla caotica, nonché piena di possibilità, città metropolitana? Essere catapultati in un contesto estremamente diverso da una quotidianità molto più tranquilla, caratterizzata da dinamiche profondamente differenti. Affrontare una situazione del genere è una problematica comune a moltissime persone e quanto mai attuale. Le differenze sostanziali tra l’animo del cittadino di una metropoli, come ad esempio Roma, e quello del forestiero che, da turista o migrante, decide di confrontarsi con questo nuovo contesto sono delineate da Sergio Sozi nel romanzo “Adesso a Roma piove” (Bagarì Edizioni, 2019). Tutte le sensazioni, percezioni ed emozioni legate a tali situazioni sono meticolosamente descritte all’inizio di questo avvincente romanzo attraverso la voce di Branimir Militović, il protagonista e narratore di “Adesso a Roma piove”. Dunque è quest’ultimo, detto anche Branko, a rappresentare lo stereotipo della persona che, anche se inizialmente da turista, deve confrontarsi con il fascino e il caos di una grande città come Roma.

“Adesso a Roma piove” inizia con un classico incontro tra un uomo, lo stesso Branko, ed una donna, Neda. Un incontro, questo, che li fa passare rapidamente dal prendere un caffè nella tranquilla cittadina di Pola, in Croazia, ad intraprendere insieme un viaggio nella Città Eterna. Solitamente, un turista qualsiasi non fa altro che esprimere sgomento di fronte al fascino imponente di Roma e della sua storia, tuttavia Sergio Sozi, attraverso la voce di Branko, ci presenta un’analisi della città assolutamente insolita e tutt’altro che banale. Lo svago della grande città è presentato dal narratore come qualcosa di estremamente differente dal “divertimento istriano”, volto essenzialmente all’armonia ed alla familiarità, in altre parole finalizzato alla creazione di legami forti e duraturi. La metropoli è diversa; in città come Roma tutto corre, la distanza fra gli individui si dilata inesorabilmente con il passare del tempo. Ed ecco che, in “Adesso a Roma piove”, il divertimento italiano viene presentato come esibizionistico, consumistico e soprattutto consumante, in altre parole fine a se stesso.

Tuttavia, nonostante l’estrema importanza della questione, non è questa la scintilla che infiamma il romanzo di Sozi. Le meticolose ed affascinanti descrizioni delle variegate località romane, delle sensazioni di Branko e del crescente rapporto tra quest’ultimo e Neda distraggono il lettore da un eventuale colpo di scena che, tuttavia, è lì, dietro l’angolo. La situazione è una delle più tranquille che si possa immaginare. I due turisti, in compagnia di Helios, enigmatica figura che incontrano durante questa vacanza a Roma, si trovano su una spiaggia, al chiaro di luna ed ecco arrivare, come un fulmine al ciel sereno il colpo di scena, qualcosa che rivoluzionerà totalmente quella che sembrava essere una vacanza come le altre, un semplice divagare in una grande metropoli come Roma, per poi tornare alla tranquilla quotidianità istriana a cui il protagonista sembra tanto affezionato. Da questo momento in poi, infatti, “Adesso a Roma piove” diventa il racconto di come la vita di Branko e Neda cambierà profondamente, senza alcuna possibilità di poter tornare indietro.

La storia prosegue. Emozioni, impressioni e le profonde considerazioni del protagonista e della sua compagna non restano mai in secondo piano. In più le profonde differenze culturali tra i due forestieri e l’ambiente romano, quello di fine anni ‘90, in cui sono catapultati pervadono ogni pagina del libro. In ogni caso, il mistero che cambia in maniera decisiva la vita di Neda e Branko non fa altro che infittirsi, creando intorno a sé un alone di interrogativi e suspense che accompagneranno il lettore fino all’ultima pagina di “Adesso a Roma piove”.

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